Leo Lionni e le favole: irriverenti rivoluzionari

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Leo Lionni: il rivoluzionario irriverente che il sindaco di Venezia vuole mettere al bando. Si intenda, mica da solo insieme ad altri libri irriverenti, rivoluzionari, portatori di cattive abitudini e idee sovversive!

Ecco sì. Ho deciso di iniziare la rubrica RECENSIONI con i libri che più amo: LE FAVOLE. Favole speciali, quelle che Leo Lionni ha regalato a tutti i bambini e che tanto utili sarebbero anche agli adulti per RICORDARSI LA BELLEZZA DELL’INCONTRO CON L’ALTRO PROPRIO PERCHÈ ALTRO DA NOI, DELL’UNITA DELL’ESSERE, di come dall’incontro possa emergere un modo nuovo di essere e di vedere le cose, di come ci sia sempre la possibilità di trovare soluzioni creative, impesate per problemi che sembrano insormontabili e tanto altro.

Sì, Lionni, uomo rivoluzionario per le idee e per il modo di trasmetterle, ci insegna tutto questo. Io ho vissuto di libri, di favole e non solo. Spesso, da piccola e figlia unica, ero sola a casa o al lavoro dai miei genitori. Non so come siano arrivati i libri nella mia vita visto che i miei genitori non li definirei assidui lettori, ma rigrazio chi me li ha messi in mano perchè mi hanno aperto ad un mondo meraviglioso prima ancora che da sola potessi decidere come viverlo il mondo.

Hanno fatto esplodere la curiosità, la voglia di conoscere, il desiderio di andare in tutti i posti che leggevo anche se ancor prima di poter davvero viaggiare ero già stata in India con Mr. Fogg de ‘Il giro del mondo in 80 giorni’, nella tana del Bianconiglio e di fronte al Brucaliffo con Alice (per chi non lo sapesse ogni 4 luglio si celebra l’Alice Day. Forza e coraggio entrate in quel pertugio che vi ha sempre incuriosito!), in Olanda a pattinare sul ghiacchio con Hans e Gretel. Insomma ho proprio girato il mondo facendo le esperienze più disparate! E come avrei fato senza le favole a vivere una vita così interessante? Ah, scusate se è poco ho vissuto con 7 nani e mi sono trovata nella casa di una famiglia di orsi. Mica poco per una bambina che poi nella sabbiaia a scuola (sono così afflitta che non ce ne siano più) ricreava le sue avventure con gli amichetti.

Ora torno seriosa – solo per un momento però: dovete sapere anche che ricerche internazionali mettono in luce la connessione tra la lettura e lo sviluppo dell’empatia e dell’apertura mentale elementi fondamentali per lo sviluppo della sensibilità interculturale, ovvero la capacità di percepire l’Altro nella sua unicità e bellezza, di aprirsi all’Altro accogliendone le capacità così come i limiti insomma di incontrare le persone per ciò che sono non per ciò che vorremmo che fossero.

Sì si, lo so, in parte sto divangando dal tema. Vi chiederete: Elena ma cosa centra Lionni? Centra centra sia per i professionisti sia per i genitori. Abbiate un attimo di pazienza, sto ancora migliorando nella scrittura del blog!

Ho scoperto Lionni da adulta quando a 21 anni ho iniziato il mio primo tirocinio come assistente sociale in un servizio dove bambini allontanati e genitori si incontrano. Lionni è stato il mio angelo custode, mi ha aperto le porte della comunicazione con i bambini, mi ha insegnato a guardare le situazioni da una prospettiva diversa, a ri-corstruire le storie dei bambini insieme a loro, a dare senso alle fatiche, alle tragedie, alle emozioni che i bambini e i loro genitori stavano vivendo. Le storie di Lionni aiutano a comunicare con i bambini su un livello comprensibile per loro, mai banalizzante, denso di metafore che i bambini colgono con estrema lucidità perchè

‘il bambino ritiene che i suoi animali – veri o di pezza che siano – pensino e sentano, odano e amino come lui. Crede che condividano i suoi timori, le sue speranze e le ansie e soffrano quanto lui di fronte a una delusione. […]. In questo modo il bambino, arricchendosi tanto sul piano dello sviluppo intellettuale quanto su quello della sensibilità artistica, impara che è possibile creare immagini intorno a figure e oggetti per lui familiari’ Bruno Bettlheim nella Prefazione delle Favole di Federico.

A me Federico, il Bruco Lanuginoso, Cornelio, Pezzettino hanno insegnato che TUTTO SI PUØ DIRE CON LE PAROLE APPROPRIATE, CON LE IMMAGINI ADATTE. ANCHE LE COSE DIFFICILI SI POSSONO DIRE, ANZI È UN DOVERE COMUNICARLE AI BAMBINI IN MODO CHE  EVITINO DI FARSI UNA LORO VISIONE, SPESSO COLPEVOLE, DI CIØ CHE ACCADE LORO INTORNO.

Partiamo da PEZZETTINO che crede di essere il pezzo perduto di qualcuno e vaga per il mondo a chiedere a tutti per cercare di chi è mancante, farà un lungo viaggio che lo porterà a scoprire chi è veramente ma fino a quel momento si sentirà solo ‘un pezzettino’. Pezzettino ci aiuta a parlare ai bambini, e anche a noi stessi adulti, dell’abbandono, del non sentirsi parte integrante di qualcosa e cercare il proprio mondo, dell’unicità dell’essere umano e della capacità di accettarsi. Ancora ci racconta in maniera brillante di come sia possibile superare le difficoltà, di quanto la tanto decantata resilienza e gli incontri anche solo tangenziali aiutino davvero se costruttivi, e ancor di più di come sia possibile sentirsi davvero speciali quando capiamo che il punto di partenza per stare bene, sentirci completi siamo noi stessi. Allora l’incontro con gli altri non sarà un fallimento per non aver trovato il proprio ‘mancante’ piuttosto un arricchimento.

Pezzettino, tutti i pezzettini, anche quelli più piccoli, hanno la loro dignità. Ognuno di noi è unico e irripetibile. Pezzettino ci insegna che ognuno è speciale proprio perché diverso dagli altri, grande o piccolo che sia! La piccola Ingrid che vedevo ogni due settimane e i cui genitori non sempre si presentavano agli incontri lo aveva capito ‘non è che loro sono cattivi, è che sono unici e forse cercano un pò troppo i loro pezzettini invece di apprezzare quello che hanno già!’. Saggia Ingrid di 8 anni.

Di favole di Lionni così dense e meravigliose ce ne sono tantissime, tutte per fortuna riedite da Babalibri. Nella prossima puntata di Recensioni vi parlerò delle due due che più hanno segnato la mia vita professionale. No no, non ve lo dico quali sono. Insomma, un pò di suspense è necessaria.

Oggi vi invito ‘SOLO’ ad essere rivoluzionari e far leggere ai vostri bimbi le favole, a permettere loro di essere unici mostrandolo voi stessi con l’esempio! Ma anche voi non dimenticatevi l’immaginazione, riappropriatevi della bellezza del gioco. Uhm…questo però sarà il tema di un altro post della rubrica Acchiappasogni! Quindi, chiudo qui. BUON VIAGGIO A TUTTI.

 

 

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