Creare in Formazione: la canzone del Family Group Conference

DSC_0145Ho sempre pensato alla formazione professionale come un modo sì per apprendere nuovi modi di lavorare e, allo stesso tempo,  una possibilità per sviluppare un pernsiero diverso da quello quotidiano. Inoltre, quando ho iniziato a propormi come formatrice ho deciso di includere in ogni programma, in ogni corso momenti creativi in cui i partecipanti potessero confrontarsi con un pensiero meno cognitivo e più ‘di pancia’ come si dice tra professionisti!

Spesso propongo esercizi con materiali vari e, altrettanto, mi piace proporre lavori che facciano mettere nei panni delle persone con cui i servizi sociali vengono in contatto, non solo gli utenti diretti, anche l’intera cittadinanza.
Il miglior modo per far conoscere una professione sia comunicare con attenzione, con un linguaggio appropriato che arrivi al target di riferimento. E un gruppo di assistenti sociali a cui ho fatto formazione sul modello del Family Group Conference ha messo in azione concreta l’esercizio sviluppato proprio durante il corso. Ecco cosa ci raccontano Cinzia Spriano e chi, con lei, ha creato CANZONE E VIDEO (lo trovate in fondo al post) PER COMUNICARE IL FAMILY GROUP CONFERENCE AGLI ADOLESCENTI:
‘Sono un’assistente sociale specialista e lavoro per il Consorzio dei Comuni di Alessandria denominato C.I.S.S.A.C.A, presso il distretto di Spinetta Marengo (AL). Ho seguito un corso di formazione con la Dott.ssa Elena Giudice che spiegava e sviluppava il metodo del FGC – Family Group Conference.
Un’esercitazione prevedeva di proporre delle idee per spiegare ad un adolescente cosa propone il metodo FGC (obiettivi, modalità, fasi) attraverso uno strumento a scelta (depliant, canto, fiaba)…
Il gruppo di lavoro ha pensato di utilizzare l’idea di un video accattivante e breve, consultabile sia sul cellulare che su youtube.
Certo era un’idea sulla carta! Prima della fine del corso ho informato una docente che avrei provato a realizzare il video, “senza impegno”. Non ne esistevano infatti, in italiano sulla tematica. In pochi mesi l’idea progettuale si è trasformata in realtà. Conttatando una docente del territorio Laura Tartuferi, esperta cantante e la Responsabile del Servizio di Educativa Territoriale Chiara Laguzzi e grazie al confronto con la Responsabile dell’Area tecnico sociale del C.I.S.S.A.C.A, Dr.ssa Guasasco Stefania, ci siamo trovati nel giro di un mese per girare il video, con la solo strumentazione di un cellulare e pochi oggetti portati da casa.
Laura ha scritto il testo, dopo aver letto il materiale. Insieme lo abbiamo visionato e poi è stata inserita la base  musicale. Il montaggio ha richiesto molto tempo… Il lavoro è stato fatto in modo volontaristico coinvolgendo alcuni ragazzi interessati. E’ stata un’esperienza di crescita, un modo di fare rete e spero che il materiale prodotto possa servire a tutti. Ringrazio Luara, i ragazzi, Chiara Laguzzi, Stefania Guasasco perchè senza di loro la mia sarebbe rimasta un’idea appunto!

Lascio la parola ai ragazzi e ai partecipanti alla realizzazione del video:

DANIEL: ogni tanto la mia assistente sociale mi propone di fare laboratori. In questo non sapevo bene cosa aspettarmi… Un pò mi vergognavo, un pò avevo il sole negli occhi! Mi è piaciuto, ho fatto l’attore, sopratutto quando dovevo far finta di dare i pugni. Con me c’era la mia affidataria Roberta.
MARIA: Ero la più piccola, mi sono sentita “al centro”, cercavo di fare le espressioni che mi chiedavano, ma non era facile. Ho fatto una cosa che non avevo mai fatto. Mi è piaciuto scrivere alla lavagna.
PAOLO: C’è stato un momento che mi veniva da ridere e non riuscivo a smettere. Ho dovuto ripetere alcune scene. Mi piace come è venuto e ogni tanto lo voglio rivedere.
SILVANO: Ho partecipato ad un altro progetto del C.I.S.S.A.C.A e quando mi hanno chiesto di fare questo video ho detto di si! Ho aiutato anche adallestire il set. C’erano delle ragazze che conoscevo, ma che era un pò che non vedevo e mi ha fatto piacere rivederle.
ROBERTA AFFIDATARIA: Daniel ha bisogno di essere coinvolto in attività. Questa è stata una nuova esperienza dove ha imparato anche a stare nel piccolo gruppo.’

Ed ecco la testimonianza di Laura, docente che ha scritto la canzone e partecipato al progetto per dagli vita:

  ‘Cosa hai pensato quando ti hanno proposto di realizzare il video?
Quando Cinzia mi ha telefonato per spiegarmi il progetto, mi sono sentita onorata.
Collaboriamo da diversi anni nella scuola, conosco molto bene la cura che mette ogni giorno nel suo lavoro, è una persona che stimo molto. Entrando nel vivo della questione, grazie alle sue dritte e documentandomi su ciò che altri Paesi fanno a riguardo, mi sono resa conto di quanto l’argomento fosse delicato e da trattare con grande responsabilità.
 
Cosa e’ stato facile e cosa difficile?
La parte ‘difficile’ è stata quella di ideazione.
Avevamo pochissimo tempo per realizzare tutto e non volevo affrontare la cosa con leggerezza o incompetenza. Ho cercato di documentarmi a fondo per capire.
I conflitti familiari hanno risvolti emotivi delicatissimi per tutte le parti in gioco e portare rispetto ad ognuno di loro era per me una priorità assoluta.
E’ stato facile lavorare con Cinzia ed i ragazzi: hanno dimostrato da subito entusiasmo e serietà, sono stati disponibilissimi e molto propositivi, non poteva andarmi meglio!
 
Come ti sono venute le parole?
Non sono arrivate subito, forse è stata la fase più delicata.
L’obiettivo era di far arrivare agli adolescenti un messaggio e metterli a conoscenza di un’opportunità a loro disposizione per risolvere situazioni familiari conflittuali.
Tanti concetti, tanti sottotesti ed emozioni da non sottovalutare…in poco spazio.
Serviva una forma semplice, adatta al loro linguaggio, che avesse presa e così ho optato per un rap.
Ho immaginato che fosse un adolescente a cantarle, rivolgendosi ad un coetaneo.
Sapevo di dover prestare molta attenzione alla scelta di ogni singola parola, volevo che il messaggio fosse positivo ed accompagnato dalle intenzioni che lo muovevano…spero di esserci riuscita.
 
Quale immagine ti ha colpito maggiormente?
Quando siamo arrivati allo Skate Park di Alessandria, luogo che avevamo scelto come set per le riprese, avevo in testa un canovaccio su cui lavorare, che non avevo strutturato nel dettaglio perché volevo lasciare la porta aperta alle proposte dei ragazzi e di Cinzia.
Ho spiegato loro cosa avrei voluto raccontare ed abbiamo fatto un giro perlustrativo per il parco in cerca di spunti.
C’era un grande salice piangente, isolato, le cui foglie ondeggiavano in preda al vento…succede anche ai ragazzi di sentirsi così, quando si trovano in mezzo a bufere familiari, mi è sembrata un’immagine molto evocativa.
Poco più in là, un gruppetto di ragazzi giocava a basket con alcuni adulti, si divertivano, erano la rappresentazione di un rapporto sereno, costruttivo. Sembravano quasi lì apposta per creare contrasto col senso di solitudine ed abbandono che trasmetteva quel salice.
E poi LA scritta: camminando in mezzo al parco ad un certo punto ci siamo trovati di fronte ad un TI VOGLIAMO BENE enorme, scritto sull’asfalto. Non c’è stato bisogno di cercare altro. Da lì è partito tutto.
Non poteva essere altrimenti. Il senso di tutto quello che avrei voluto dire era tutto lì, in quella scritta, in quelle tre parole che danno senso ad ogni rapporto, ad ogni famiglia.
 
Chi ti ha aiutato per la musica?
Avendo pochissimo tempo a disposizione ho dovuto utilizzare una base già pronta, una di quelle disponibili in rete e di libero utilizzo.
 
Perché’ hai detto si, nonostante fosse un lavoro gratis?
Perché me l’ha chiesto una persona di cui ho molta stima e con cui sono abituata a collaborare senza pensare ad un ritorno personale o economico.
In realtà non l’ho nemmeno considerato un lavoro, uno di quelli finalizzati a portare a casa dei soldi, intendo.
La ricompensa, in questo caso, aveva un valore molto più grande.
Mi hanno offerto la possibilità di fare qualcosa di concreto per divulgare un messaggio importante, di dare il mio piccolo contributo nel dare una mano a ragazzi e famiglie in difficoltà: nessuna somma di denaro ripaga tanto.
 
Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Ha rinnovato la fiducia che nutro nei confronti di chi si occupa e si batte per il benessere altrui mettendoci anima e cuore, la fiducia nella forza e nell’entusiasmo dei ragazzi ed il mio ostinato credere che insieme possiamo davvero essere una forza. Non posso fare altro che ringraziarli, tutti, con tutto il cuore.’

Io personalmente ringrazio la mente ‘esplosiva’ di Cinzia, la disponibilità e reatività di Laura, l’impegno dei ragazzi, C.I.S.S.A.C.A che ha permesso a Cinzia di mettere in pratica progetti tanto creativi ed utili. Io sono stata solo uno stimolo. È meraviglioso vedere colleghe e organizzazioni capaci di CREARE pensando ALL’ALTRO. Mi sono molto emozionata vedendo il video!

ORA GUARDATE, MA SOPRATTUTTO ASCOLTATE NON SOLO CON LE ORECCHIE E FATECI SAPERE COSA NE PENSATE. LASCIATE IL VOSTRO COMMENTO.

IL VIDEO È VISIBILE GRATUITAMETE.  Se ti incuriosisce il metodo, guarda il programma del corso


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