Crediti o non crediti? Il nuovo Regolamento Formazione Continua: 2° puntata

IMG_2329Questo post è la continuazione di quello di del 1 gennaio 2017 Chi può formare gli assistenti sociali?

Rispetto all’accreditamento degli eventi formativi ecco alcune riflessioni si rispetto alle novità introdotte sia rispetto a temi più generali.

LIBERTÀ DI SCELTA DI FORMAZIONE: un primo aspetto che mi sembra importante mettere il luce riguarda un tema presente in questo regolamento come in quello precedente e che speravo vivamente sarebbe stato risolto completamente. Parlo della limitazione della libertà di formazione relegata alle sole Agenzie Autorizzate CNOAS o Enti convenzionati con i CROAS o agli stessi eventi CROAS e CNOAS.

Vi faccio un esempio che potete traslare nella vostra esperienza. Io da diversi anni mi sono avvicinata al metodo del coaching. Il metodo che propongo è estremamente utile nel lavoro sociale perchè concreto e centrato sull’autodeterminazione, sull’empowerment, … Prima di portare il coaching nel lavoro sociale mi sono formata in una scuola che si rivolge prevalentemente a manager e ad oggi continuo a fare corsi riguardanti il coaching. Questi corsi non ci sarebbero riconosciuti se frequentati in Italia. Questo limite è invece stato eliminato per i corsi frequentati all’estero.

All art. 5 del nuovo regolamento si legge “…le attività di formazione continua sono scelte liberamente dagli iscritti…”. Ecco qui il tema della libertà di scelta.

Mi piacerebbe che fosse possibile frequentare corsi che potrebbero essere attinenti il tema del sociale e che potrebbero importare modalità e strumenti innovativi nel settore. Perchè limitare questa possibilità ai corsi frequentati all’estero – notizia che mi rende felice visto che mi formo prevalentemente in UK – ma che non risolve la questione della libertà di formazione? Organizzazioni che con gli assistenti sociali hanno poco a che fare non hanno interesse nè a convenzionarsi nè a richiedere autorizzazione al Ministero. E questo tema è secondo me di forte interesse invece per il servizio sociale e si potrebbe – già in parte lo facciamo nel corso di Family & Social Coaching – importarne diversi strumenti nel lavoro degli assistenti sociali.

PROPOSTA: Mi sembrerebbe possibile che i soli corsi accreditabili ex-post siano quelli delle Agenzie Formative non autorizzate sulla base del programma e della rilevanza per l’ambito specifico di attività del partecipanti con breve relazione dello stesso successiva al corso frequentato su utilità per il lavoro sociale.

NOVITÀ, QUESITI E PROPOSTE

Esistono due tipi di crediti: FORMATIVI e DEONTOLOGICI e due tipi di accreditamento: EX-ANTE ed EX-POST

Dichiarazione annuale delle attività formative svolte da parte di ogni assistente sociale (art 14 regolamento FC) ognuno di noi agni anno dovrà caricare tutti i corsi svolti. Non si può più attendere la fine del triennio.

Nel regolamento FC all’art 11 si parla di qualità nella definizione dei crediti degli eventi formativi. Questo tema nelle linee guida non è più presente. COME MAI QUESTA INCOERENZA TRA REGOLAMENTO E LINEE GUIDA? Rispetto al passato è stato eliminato il criterio dei contenuti innovativi e del piccolo gruppo. COME MAI NON SONO STATI DEFINITI CRITERI CHIARI PER DISTINGUERE CORSI DI MAGGIOR E MINOR QUALITÀ?.

Tetto di crediti riconosciuti per evento formativo. Nelle linee guida a pag. 12 è indicata una novità rispetto al passato ovvero un tetto massimo di crediti di 45 riconoscreenshot-2017-01-03-15-35-13scibili per evento. Questo significa che se frequenteremo corsi di 100 ore ce ne vedremo riconosciuti solo 45. Come mai? Quale è il senso dietro questa scelta dell’Ordine? Differenziare la formazione che dobbiamo fare durante il triennio? Perchè chi investe tempo, energie in corsi di lunga durata che spesso sono anche molto impegnativi sia economicamente sia per il lavoro a casa richiesto non deve vedersi riconosciuto tale impegno?

LimItazione del riconoscimento di corsi FAD. Un’altra novità è che i corsi FAD frequentati possono corrispscreenshot-2017-01-03-15-35-27ondere solo al 75% del totale dei crediti richiesti nel triennio e comunque ogni evento può essere riconosciuto per un massimo di 45 crediti indipendentemente dal numero di ore del corso. Quindi anche se faremo 70 ore di corso FAD ce ne riconoscerebbero 45. Non è tanto la questione dei crediti riconosciuti che è identica a quella dei corsi in presenza. Ciò che mi lascia perplessa è il motivo per cui possono essere riconosciuti solo per il 75% del fabbisogno richiesto dall’Ordine. Sono ritenuti meno formativi?

Ciò che non è chiaro è se per i corsi in presenza e FAD con contenuti deontologici sia possibile per le Agenzie Autorizzate richiedere riconoscimento di CREDITI DEONTOLOGICI. In alcune aree della tabella è chiaramente indicato “potranno essere assegnati crediti deontologici e orientamento profesisonale in relazione alla tematica trattata” (esperienza sul campo e deocenza universitaria, relazioni e lezioni, libri/articoli) mentre come si vede sopra questa frase non è riportata nelle parti della tabella sopra riportate. Significa che i corsi FAD e i corsi in pressenza non possono DARE DIRITTO A CREDITI DEONOTLOGICI ANCHE SE HANNO CONTENUTI DEONTOLOGICI? Se così fosse quale sarebbe la motivazione? Perchè un corso concontenuti deontologici, che ogni corso dal mio punto di vista dovrebbe avere, non può dare diritto a crediti di questo tipo? Non si rischia di relegare questo diritto solo alla supervisione, per quanto necessaria, e a certi Enti?

La supervisione. Secondo me la supervisione professione è un dovere etico e dovrebbe essere svolta da assistenti sociali nei servizi sociali. Per questo sono molto contenta che l’Ordine abbia innovato il regolamento con specifiche in tal senso. Ciò su cui non concordo è la limitazione di crediti riconoscibili nel triennio ottenuti tramite la supervisione (non più di 45 nel triennio). La novità è anche che le supervisioni svolte da assistenti sociali danno diritto a 2 crediti l’ora: 1 formativo e 1 deontologico

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Riconosicmento Crediti per Attività Ordine: non ho nulla in contrario che chi dedica il proprio tempo nell’Ordine professionale si veda riconsociuti crediti formativi e/o deontologici. Ciò che mi lascia perplessa è il numero totale riconosciuto (12 formativi di cui 5 deontologici all’anno) soprattutto laddove i consiglieri e i presidenti recepiscono uno stipendio per il loro ruolo (es. CNOAS dove i consiglieri guadagnano 800€ al mese e il presidente 3.000 € al mese). Non mi sembra corretto che chi percepisce uno stipendio per lavorare nell’Ordine goda di vantaggi che chi lavora come assistente sociale non ha. Altra questione se svolge ruoli volontari o con soli rimborsi spese negli Ordini. È ovviamente il mio punto di vista, discutibile. Però chiedere agli iscritti impegni che non vengono invece richiesti ai rappresentanti degli Ordini a me non sembra coerente laddove l’assunzione di questi ruoli si struttura come lavoro retribuito. I rappresentanti degli Ordini non hanno necessità di formarsi? Che abbiamo crediti partecipando ai gruppi di lavoro, ai corsi esterni mi sembra un impegno etico che metterebbe tutti gli iscritti sullo stesso piano. Se noi assistenti sociali lavoriamo in un Organizzazione siamo tenuti a fare corsi di fomazione che siano interni o esterni. Il solo fatto di lavorare non ci dà diritto a crediti formativi eppure faccimo riunioni di èquipe con i colleghi, etc…

Diritti di segreteria e scelta dei formatori da parte del CNOAS e dei CROAS: nelle linee guida è indicato (pag. 20) che il CNOAS e i CROAS potranno esentare dai diritti di segreteria soggetti formatori in considerazione “del ruolo e della valenza sociale di ciascun soggetto autorizzato ovvero con i soggetti convenzionati”. Non sono indicati criteri chiari rispetto a cosa significhi valenza sociale o ruolo sociale. Questo rischia di dare spazio a inqiquità di trattamento tra soggetti formatori ed eccessiva discrezionalità agli organi di rappresentanza degli assistenti sociali. La Fondazione Assistenti Sociali ha una valenza sociale maggior o minore rispetto a WEB RADIO SOS ad esempio (l’utilizzo di questo esempio è una scelta del tutto perosnale per affiancare realtà molto diverse tra loro)? Come si misura la valenza sociale?

Inoltre sul tema CHI CONTROLLA I CONTROLLORI già indicato nel precedente post non sono indicati da nessuna parte le modalità con cui i CROAS e CNOAS dovrebbero selezionare i formatori e i relatori per i loro eventi. Come mai i formatori non sono selezionati con bandi pubblici al fine di creare maggior trasparenza e concorrenza leale tra soggetti formatori?

I corsi dei CROAS e CNOAS non sono gratuiti perchè finanziati con i contributi di tutti gli iscritti per cui sarebbe auspicabile trasparenza nella selezione dei formatori/relatori di eventi.

Spero che questa analisi aiuti ad attivare un confronto, a far sentire la voce non solo delle Agenzie Formative soprattutto LA VOCE DEGLI ISCRITTI! DI TUTTI GLI ASSISTENTI SOCIALI IN MANIERA COSTRUTTIVA.

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