Ho chiesto a una collega di raccontarmi…

Alcuni anni fa una meravigliosa collega mi ha ricordato la storia del social work e la sua stretta connessione con il riformismo sociale e la presenza sulla scena politica degli assistenti sociali. Io non lo sapevo allora ma una social worker è stata insignita del premio Nobel per la pace – Jane Addams – un’altra era sempre nell”800 ministro del lavoro statunitense, altre hanno contribuito all’emancipazione femminile. Insomma al di là dei nomi quello che mi ha fortemente colpita è stata la forza di queste donne di essere parte attiva della loro epoca, attente ai cambiamenti sociali e desiderose di modificare lo status quo laddove invece spesso il servizio sociale rischia di preservarlo e, anzi, come tante autrici anglosassoni ci indicano di perpetrare l’oppressività da parte delle istituzioni.

Non so se sarò mai capace di emulare quelle donne. Nel mio quotidiano tento di farlo ogni giorni, ma su alcune questioni mi sento competente su altre ho lacune mostruose. Non so voi, ma io spesso mi sento molto ignorante di fronte alle scelte politiche a cui sono chiamata come cittadina. Mi sembra di avere una moltitudine di informazioni dentro alle quali non saper discernere quelle sensate e quelle prettamente ed esclusivamente ideologiche o, ancor più, rispondente a piccoli interessi particolari. Essendo una donna e professionista molto pragmatica le prese di posizione nette e poco basate su dati di fatto e diritti mi indispettiscono. Allora mi sono chiesta come affrontare la scelta di cosa votare al referendum del 4 dicembre. Mi sono chiesta con chi parlare. Mi sono chiesta come informarmi per formarmi la mia opinione, Ecco si, perchè poi quel segno sulla scheda lo devo mettere io e la responsabilità deve essere mia.

Allora ho chiesto ad una collega – e collaboratrice – che stimo di raccontarmi perchè voterà si. Mi aveva detto cosa avrebbe votato con tutta la dignità di chi sa che siamo in un Paese libero in cui aspettarsi rispetto da tutti indipendentemente dai diversi punti di vista. E lei coraggiosamente si è resa disponibile a condividere il suo punto di vista anche con voi! Grazie a Sara che ci ha messo la faccia. Io la mia opnione me la sto ancora formando.

Vi presento Sara Visentin che ci racconta il suo punto di vista.

A SCANSO DI EQUIVOCI: pubblicherò solo i commenti formulati in maniera rispettosa e che abbiamo come intenzione quella di attivare una riflessione e un confronto costruttivo che possa supportare tutti noi a formarsi un’opinione, la propria opinione perche fino a prova contraria siamo tutti liberi di decidere cosa votare.

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