VBLOG: COORDINAZIONE GENITORIALE E ADR

Benventuti ad una nuova puntata del VideoBlog di #AssistenteSocialePrivato. È l’ultima puntata riguardante l’ampio tema del lavoro con la conflittualità genitoriale. Nella prima puntata vi ho accompagnato a riflettere sul significato della bi-genitorialità e della resposansabilità genitoriale. Nella seconda puntata vi ho parlato dei comportamenti alienanti. Oggi vi illustro brevemente il metood ella coordinazione genitoriale, metodo di contenimento del danno da alto conflitto genitoriale, facendo una differenziazione con il metodo della mediazione famigliare e della pratica collaborativa che si caratterizzano come metodi di Alternative Dispute Resolution – metodi di composizione alternativa dei conflitti – che hanno come scopo di prevenire il conflitto od evitare che questo si cristallizzi. Sotto al video trovate un breve testo riassuntivo dei temi trattati nel video.

Le ADR – Alternative Dispute Resolution – ovvero i metodi di composizione altrenativa dei conflitti nascono alla fine degli anni ’70 negli Stati Uniti. L’applicazione di questi metodi insegna che è importante attenersi più che alle procedure dei metodi ai principi e al senso che li hanno generati.

In Italia per diversi anni è stata prevalentemente utilizzata la mediazione soprattutto in ambito famigliare. Negli ultimi anni si è iniziato anche a conoscere la Pratica Collaborativa.

Si la mediazione famigliare sia la pratica collaborativa rientrano nei metodi di prevenzione del conflitto mentre la coordinazione genitoriale, da poco arrivata nel nostro Paese, si pone come obiettivo il contenimento del danno provocato dal conflitto già esistente e si pone come target i genitori che chi come me lavora nei servizi sociali definisce ‘altamente conflittuali’.

Io ho conosciuto negli Stati Uniti questo metodo, l’ho applicato in Italia mentre lavoravo nei servizi per la Tutela dei Minorenni e poi ho potuto approfondirlo. Oggi tengo corsi su questo metodo a Milano e in tutta Italia formando assistenti sociali e professionisti dell’aiuto. L’ho sperimentato sia nel pubblico sia nell’ambito privato e posso dire che funziona!

La coordinazione genitoriale ha come obiettivo di assistenre i genitori che dimostrano alta conflittualità a definire il diritto di visita, l’affidamento dei bambini, tutte le questioni collegate alla cura dei bambini e ai loro impegni quotidiani e straordinari, di proteggere e verificare la competenza dei genitori di seguire le decisioni assunte. Il coordinatore genitoriale ha un potere dato dall’Autorità Giudiziaria con chiari confini o con poteri dati direttamente dai genitori insieme ai loro avvocati. Inoltre, il coordinatore genitoriale esprime pareri, assume decisioni laddove possibile al posto dei genitori.

Il metodo della coordinazione genitoriale si pone come obiettivo prioritario quello di mettere i bambini in una situazione di vita di maggior sicurezza e di minor esposizione al conflitto. Il coordinatore genitoriale è un regista, e questo ruolo ben si incastra nel sistema italiano con quello degli assistenti sociali. nell’ambito privato è invece tutto da costruire.

Se vi interessa il metodo della coordinazione genitoriale vi attendo al prossimo corso del 21 e 22 gennaio 2017 a Milano e tramite la newsletter o la pagina Facebook tenetivi aggiornti sulle successive edizioni.

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