VBLOG Libera Professione: le domande inevase del webinar del 23 novembre

Con il video post di oggi rispondo alle domande inevase durante il webinar sul tema della Libera Professione del 23 novembre 2016.

Ecco alcune delle domande/temi a cui darò risposta o nuove sollecitazioni:

“Privacy e riservatezza nei confronti dei clienti e obblighi di denuncia” Questo tema lo tratterò con un avvocato in un prossimo video post.

“Che valore hanno le relazione di un assistente sociale privato per un Tribunale, per un Servizio Sociale?”

“Rischio che assistente sociale privato sia “costretto” a prendere le parti dell’utente committente anche in casi in cui bisognerebbe invece prendere altre decisioni scomode e dolorose?”

“In che modo si può sfruttare web per esercitare la professione e non solo per acquisire committenti?”

“Si può determinare un setting prettamente virtuale?”

“Come fare l’indagine di mercato?”

“Quali competenze profesionali bisogna avere per iniziare?”

“Quanto bisogna investire economicamente nella formazione” Vi racconto più che altro come scegliere i corsi di formazione. Ho già affrontato l’argomento nel post CONOSCERSI PER FIDARSI

“Quale forma giuridica è appropriata per svolgere attività commerciale come assistente sociale privato?” Qui parlo della questione delle associazioni che non hanno come scopo l’attività commerciale prevalente. Consiglio comunque, visto che io non sono un’esperta fiscalista, di chiedere ad un commercialista, ai centri per il volontariato, etc..

“Chi sostiene le spese, l’utente?” Iniziamo ad unsare un linguaggio adeguato! Per un libero professionista gli utenti non esistono. Esistono solo i CLIENTI. Liberiamoci prima di tutto delle gabbie concettuali alle quali siamo abituati.

“Perchè una persona dovrebbe venire a pagamento da un’assistente sociale privato quando può trovarne una gratuitamente?”

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