Emergenza, Urgenza, Gestione Preventiva nel Lavoro Sociale

Con il post del VBLOG di #AssistenteSocialePrivato di oggi affronto un tema interessante per il lavoro sociale e che può permettere ai professionisti dell’aiuto a lavorare meglio e facilitando le relazioni tra istiuzioni e utenti, così come quelle tra professionisti e utenti. Spesso trattiamo situazioni prevedibili come emergenze e situazioni urgenti come prevedibili o il contrario. Ecco allora l’importanza di avere chiaro la differenza tra emergenza, urgenza, gestione preventiva.

Per EMERGENZA possiamo indicare tutte quelle situazioni, quegli eventi caratterizzati dal fatto di essere completamente IMPREVEDIBILI e che necessitano INTERVENTI IMMEDIATI PER CREARE CONDIZIONI CHE ELIMININO IL PERICOLO.

Per URGENZA indichiamo quelle situazioni e quegli eventi che sono caratterizzati da essere tendenzialmente IMPREVEDIBILI e che necessitano INTERVENTI TEMPESTIVI, NON IMMEDIATI, CHE LIMITINO I RISCHI E I POTENZIALI DANNI.

Nella GESTIONE PREVENTIVA invece possiamo collocare tutto il lavoro di un professionista dell’aiuto – e non solo – che non ricade nella GESTIONE EMERGENZIALE o in quella URGENTE.

Un esempio di situazione emergenziale potrebbe essere un bambino che viene picchiato fisicamente da uno dei suoi genitori quando qualcuno assiste e ne fa denuncia alle forze dell’ordine. In questi casi potrebbe essere necessario procedere ad un allontanamento imminente per proteggere quel bambino da eventuali altri maltrattamenti nel frattempo che si verifichi l’effettiva situazione famigliare.

Restando nello stesso ambito una situazione urgente potrebbe essere quella in cui un bambino dichiara di vedere uno dei suoi genitori picchiare l’altro. In questo caso è opportuno confrontarsi con i propri responsabili, con il procuratore di turno, con un avvocato per verificare il modo migliore di procedere. In questo caso potrebbe essere opportuno un intervento di protezione o un intervento di sostegno laddove i genitori dovessero apparire in grado di proteggere il bambino messi nella condizione di farlo.

La gestione preventiva o ordinaria è quella che coinvolge tutto il lavoro del professionista dell’aiuto che non ricada nella gestione emergenziale o urgente. Quando lavoriamo in gestione preventiva o ordinaria tutto è programmabile, calendarizzabile. Ad esempio i genitori altamenti conflittuali richiedino spesso l’attenzione dell’assistente sociale o di altri profesisonisti mostrando ogni evento come urgente o emergenziale quando invece rispecchia il loro modo di mantenere vivo il conflitto, di relazionarsi con l’altro. Il professionista se utilizza la gestione dell’urgenza non fa altro che legittimare queste modalità diventando parte del conflitto, Con la gestione ordinaria invece mette in chiaro le regole del ‘gioco’ e contiene l’altro non legittimandolo nelle modalità disfunzionali.

Collocare consapevolmente le nostre azioni professionali in una delle tre modalità di gestione del lavoro sociale permette di educare gli utenti e favorire azioni di cambiamento.

Annunci