Com’è questa libera professione? Risultati del questionario

Ecco il video animato dei risultati del QUESTIONARIO SULLA LIBERA PROFESSIONE: il questionario rimarrà aperto. Partecipa: https://it.surveymonkey.com/r/M8C2YKC

Quando mi è stata fatta la richiesta di riparlare di questo tema, mi sono chiesta ma cosa sta accedendo davvero nella comunità professione rispetto alla libera professione? Avevo delle congetture, ipotesi, suggestioni. Insomma, parlando con colleghe nei vari territori italiani mi sono sorti dubbi seri su quanto realmente gli assistenti sociali stanno facendo I LIBERI PROFESSIONISTI.

Allora ho deciso di proporre un breve questionario e portare i risultati – per quanto non statisticamente rilevanti – in anteprima al Convegno di Roma.

61 colleghi hanno risposto alla mia sollecitazione. E li ringrazio! Dite che sono pochi. Può essere. Il mio intento comunque era di pormi e porre domande.

MI HANNO INSEGNATO CHE È FACILE DARSI RISPOSTE. MOLTO PIÙ DIFFICILE FARSI LE DOMANDE APPROPRIATE

Ed ecco i RISULTATI argomentati.

Chi ha risposto? Dei 61 colleghi 51 hanno dichiarato di avere partita iva o aver costituito uno studio associato mentre 10 svolgono attività occasionali libero professionali. Nello specifico il 79% ha partiti iva, il 5% ha studio associato/società tra professionisti, il 13% attività occasionale e 3% ha aperto un’associazione.

Per scelta non ho limitato la risposta hai soli detentori di partita iva per comprendere anche quanti ritengono di fare libera professione sotto altre forme (associazioni, prestazioni occasionali) al fine di rilevare anche la dimensione culturale della professione su questo tema.

Il 45% di chi ha dichiarato di svolgere attività occasionali lo fa dal 2015. Questo potrebbe farci ipotizzare che siano professionisti con altre attività che saltuariamente si occupano di altro e che non hanno nella loro progettualità di diventare liberi professionisti a tempo pieno.

Inoltre mi chiedo: l’associazionismo è libera professione? E ancora, si fa libera professione con l’associazionismo? Si può fare attività prettamente commerciale tramite l’associazionismo? E allora perchè i professionisti dovrebbero aprire partita iva o società tra professionisti che non hanno le stesse agevolazioni di una associazione? Ad esempio chi fa formazione può farla come associazione come attività esclusiva?

L’89% di chi ha PARTITA IVA (51 su 61) dichiara di rientrare nel REGIME FORFETTARIO e ciò significa che l’ultimo fatturato è entro i 30.000 € mentre il 19% dichiara di rientrare nel REGIME ORDINARIO per cui è necessario il versamento dell’Iva e la tassazione risulta decisamente più onerosa.

E QUINDO QUALI SONO I FATTURATI DEL 2016? Il 44% del totale di chi ha risposto dichiara di aver guadagnato entro i 5.000 € e di questi solo 10 svolgono attività occasionali/associazionismo. Pertanto almeno 17 persone con partita iva avevano un fatturato decisamente limitato che magari può essere connesso ad un recente inizio di attività. Il 57% ha guadagnato nel 2016 fino a 10.000 € mentre il 38% tra i 10.000 e 30.000 €. Solo il 5% guadagna oltre 30.000 €

Uno degli elementi che più fanno pensare è LA PREVISIONE DI CRESCITA. Infatti il 51% non si pone alcun obiettivo mentre solo il 26% si pone un obiettivo superiore al 10%. Questo fa riflettere in termine di ‘imprenditoralità di se stessi’ e ancor più dà senso alle risposte alla domanda ‘COSA FARESTI SE TI OFFRISSERO UN LAVORO A TEMPO INDETERMINATO (a tempo pieno)?’ Il 44% dichiara che lo accetterebbe. implicitamente, e non solo, quindi ci sta dicendo che non è interessato alla libera professione in sè ma più come possibilità per sfuggire alla situazione di disoccupazione.

Anche quando analizziamo il numero di COMMITTENTI/CLIENTI ci si rende conto che il numero di professionisti che svolgono attività libero professionali non mascherate sono ancora una parte davvero residuale anche di coloro che dichiarano di ‘fare i liberi professionisti’. Il 40% ha un solo committente e il 39% ne ha tra 2 e 3. Possiamo ipotizzare che questi professionisti abbiamo incarichi da parte di pubbliche amministrazioni perchè come ‘vero’ libero professionista questi numeri di committenza sarebbe davvero troppo limitati. C’è da chiedersi se svolgere servizio con numero di ore ampio e attività da rendicontare in termini di orario sia da ritenersi libera professione oppure maschera organizzazioni che non vogliono fare altri tipi di contratti. Il 75% infatti ha indicato di avere incarichi da parte della Pubblica Amministrazione come assistente sociale sia operativa sia coordinatore. Ciò che fa ben sperare è che il 10% dichiara di avere più di 10 committenti/clienti.

LE ATTIVITÀ SVOLTE (2 risposte ammesse alla domanda come attività prevalenti)? Il 32% dichiara di svolgere attività formative/supervisione e il 15% di progettazione. Inoltre appare interessante che il 33% dichiari di fare pratica privata nonostante solo il 21% ha indicato di avere da 4 clienti in su. Possiamo ipotizzare che alcuni colleghi abbiamo appena iniziato la pratica privata e non abbiano ancora clienti ma sia un’attività per loro in ‘progress’?

E I COSTI FISSI? il 90% ha un commercialista e una percentuale limitata ha uno studio stabile o sporadico. È interessante rilevare GLI SCARSI INVESTIMENTI nelle consulenze di MARKETING E COMUNICAZIONE: solo l’8% le ha indicate come spesa. Sarebbe interessante capire quanto sono visibili ai loro potenziali clienti i liberi professionisti? Ricordo un libro intitolato

‘SE SCRIVI FATTI LEGGERE’ ed ecco mi verrebe da dire ‘SE FAI LA LIBERA PROFESSIONE RENDITI VISIBILE A QUELLI CHE CERCHI’

Ancor di più mi sembra POCO PROFESSIONALE il dato che inidca che solo il 16% di chi si dichiara libero professionista investa in una supervisione. Lavorare provatamente che sia come formatore o nella pratica privata credo richieda ancora più riflessione su di sè e sul proprio operato con la supervisione. Come mai l’84% non sente questa esigenza?

Un dato che fa sorgere domande su come fa libera professione chi la fa è che solo 35 soggetti su 61 dichiarano di avere un’assicuazione professionale.

LO SANNO TUTTI CHE L’ASSICURAZIONE PROFESSIONALE È OBBLIGATORIA PER CHI SVOLGE ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALI?

Chiudo dandovi il dato che ci dice tutto: SOLO IL 6% HA DICHIARATO IL DESIDERIO DI FARE SOLO IL LIBERO PROFESSIONISTA.

E SE VOLERE È VOLARE….quel 6% potrebbe andare lontano, gli altri?

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