Coordinazione Genitoriale

Lavorare con le coppie altamente conflittuali attraverso il metodo della Coordinazione Genitoriale

Il primo corso in Italia alla sua 20° edizione

Milano, 6,7,8 ottobre 2017 SOLD OUT

Milano, 24,25,26 novembre 2017 SOLD OUT

Milano, 15-16-17 dicembre 2017 SOLD OUT

Milano, 26-27-28 gennaio 2018 

Darfo Boario, 27,28,29 ottobre 2017

EDIZIONE ONLINE: CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA PAGINA

72419Da diversi anni ormai il tipo di utenza dei servizi sociali che si occupano per mandato istituzionale di famiglie e minorenni ha visto un radicale cambiamento. Dalle famiglie multiproblematiche ‘tipiche’ nei servizi sociali con storie generazionali di maltrattamento, incuria, trascuratezza, violenza, abuso di sostanze si è passati ad occuparsi con sempre più frequenza di coppie conflittuali e, spesso, altamente conflittuali in fase di separazione e/o divorzio con figli minorenni ed appartenenti a ceti sociali e culturali variegati, con problematiche personali tipiche e non.
Ad esempio dai dati Istat si rileva che nel 2010, rispetto al 1995, le separazioni sono aumentate di oltre il 65% mentre i divorzi sono praticamente raddoppiati. In aggiunta, si rileva una netta prevalenza dei procedimenti giudiziali. Dall’incrocio dei dati degli ultimi anni si evince inoltre che le unioni di ultima generazione tendono a durare sempre meno e, in presenza di figli, questo dato può comportare – ancor più che per le unioni di lunga data che si infrangono – tematiche conflittuali rilevanti quali la delusione delle aspettative reciproche, desiderio di ferire l’altro per aver disatteso il proprio sogno, la rappresentazione sociale di sé sia nella propria famiglia di origine sia nella comunità, il tradimento del patto – spesso non esplicito – di coppia, la ricerca di una nuova famiglia; il riscatto.
Inoltre il concetto stesso di famiglia si sta evolvendo ed infatti non siamo più in una situazione in cui la famiglia ‘tradizionale’ risulta la norma. Sempre più, infatti, i servizi sociali oltre a confrontarsi con coppie separate si interfacciano con: famiglie ricomposte con o senza nuovo legame matrimoniale; monoparentali; famiglie di fatto; e, seppur non statisticamente rilevanti ad oggi in Italia, cresceranno le famiglie omosessuali con figli perché nati da una precedente unione eterosessuale o per inseminazione in vitro o grazie a madri surrogate avvenuta all’estero.
Di fronte a tutti questi cambiamenti i servizi sociali per le famiglie e i minorenni hanno faticato a confrontarsi con le nuove istanze delle famiglie così come fatica la legislazione a tenere il passo dei cambiamenti culturali. Perlopiù i servizi sociali hanno cercato di adattare i modelli e i metodi conosciuti al lavoro con le coppie conflittuali; senza molto successo e con una crescente frustrazione. Le tematiche affrontate nelle situazione di separazioni altamente conflittuali richiedono infatti attitudini, competenze, metodi e strumenti diversi da quelli tipici del lavoro sociale fino ad ora; l’’invasione’ emotivo-relazionale delle coppie conflittuali e ancor più di quelle altamente conflittuali presuppone stili relazioni ad hoc da parte del professionista.
Alta conflittualità è infatti un concetto diverso da quello di conflittualità che rimanda ad un aspetto intrinseco ai processi di socializzazione. La relazione è sempre un incontro di differenze che talvolta si integrano, ma non si risolvono mai in modo stabile nell’uguaglianza di intenzioni, sentimenti, pensieri, convinzioni. I rapporti implicano quindi una continua ‘negoziazione’ ancor più richiesta nei processi di dissoluzione del patto affettivo degli adulti rispetto al quale si connettono sue processi opposti, ovvero separarsi e mantenere la continuità della genitorialità nell’interesse dei figli. La legge 54/2006 ha affrontato questo tema mettendo al centro le esigenze dei bambini sancendo il concetto di  bigenitorialità e, allo stesso modo, la legge 219/2012 sancisce l’equiparazione tra figli legittimi e figli naturali identificando la sola dicitura di figli. Entrambe queste leggi hanno innovato l’assetto normativo italiano e, altrettanto, hanno comportato cambiamenti per i servizi sociali che sempre più si sono confrontati con il tema dell’affido congiunto, con Ordinanze del Tribunale Ordinario e logiche di questa Autorità Giudiziaria differenti da quella ormai conosciuta del Tribunale per i Minorenni. L’avvento della mediazione famigliare ha fatto sperare di aver trovato un modo per lavorare con queste coppie, ma si è presto compreso il suo limite. Come si possono allora affrontare professionalmente, all’interno dei servizi sociali, le situazione di alta conflittualità ed evitare che si cristallizzino fino a diventare ‘missioni impossibili’?
Diverse indicazioni arrivano dal metodo del parent coordinator, figura attiva negli Stati Uniti come ausiliario dell’Autorità Giudiziaria.
Questo metodo offre spunti interessanti sia dal punto di vista teorico che operativo attraverso strumenti chiari e concreti che possono essere attuati dai servizi sociali in vario modo dipendentemente dal tipo di conflitto con il quale ci si confronta e dal mandato del Tribunale. Questo metodo mette al centro i bambini che tornano ad essere un focus reale e non solo agito. Nella pratica quotidiana con le coppie altamente conflittuali infatti può capitare che i professionisti dei servizi colludano con dinamiche relazioni disfunzionali e legittimino senza volerlo il conflitto. È allora necessario che il professionista si ponga con fermezza al di fuori del conflitto, un soggetto adulto che svolge una funzione di coordinamento delle azioni concrete per pianificare la vita quotidiana del nuovo assetto famigliare. I figli devono tornare ad essere il centro degli sforzi dei due genitori, delle loro responsabilità che non possono ignorare la necessità di condividere decisioni e rispondere a bisogni vitali. Il metodo e gli strumenti del parent coordinator possono essere un buono spunto per elaborare un modo di lavorare con le coppie conflittuali nei servizi sociali perché presuppone un contesto coatto e con una definizione del potere chiaro e trasparente.

Solo l’Autorità Giudiziaria può quindi essere promotrice di una lavoro con queste coppie che presuppone la necessità della definizione di una specifica cornice di lavoro con regole chiare e condivise, un luogo generativo e direttivo che aiuti i genitori ad attivare le risorse necessarie per il superamento o i contenimento della loro conflittualità. Perché questo percorso di trasformazione sia personalizzato e non un ‘pacchetto preconfezionato’ è allora necessario partire dall’identificazione del tipo di conflitto, presenza di fattori protettivi dal conflitto,  cause del conflitto, ruolo di ogni soggetto nel conflitto – fase di screening – per poter definire il tipo di genitorialità sulla quale puntare e lo stile di facilitazione nelle diversi fasi di lavoro con la coppia.  Solo queste fasi consecutive possono portare alla definizione di interventi appropriati a quella famiglia in quella specifica fase della propria vita relazionale. Alcuni studi sfatano infatti alcuni luoghi comuni quali la necessità dell’atteggiamento accogliente, la nocività del conflitto tout court. L’analisi di ricerche internazionali permette infatti di dare senso ad un tipo di intervento  piuttosto che ad un altro, alla selezione di uno stile specifico di conduzione dei colloqui, alla prevalenze dell’aspetto del controllo inteso come un soggetto superpartes che assume le decisioni piuttosto che propendere sempre per un approccio partecipato. Si esce sempre più dalla dicotomia controllo-aiuto laddove il professionista assume un ruolo differente dipendentemente dallo scopo del lavoro in ogni specifica fase. L’accento sull’educazione dei genitori diventa evidente, centro del lavoro da parte del professionista: educazione all’ascolto; educazione alla rilevazione dei fatti, educazione al percepire l’altro, nello specifico i bambini; educazione a rispettare gli impegni.

PROGRAMMA delle 3 giornate come da criteri concordati con l’Ordine degli Assistenti Sociali. Orari: 9,30 – 17,30

Normativi vigente e procedure

  • normativa in vigore in materia di separazioni e affidamento dei figli
  • pronunciamenti e orintamenti della Corte Europea
  • procedure giudiziarie: dal deposito dell’istanza alle sentenze dei vari gradi di giudizio
  • ad ognuno le proprie competenze (T.O., T.M., G.T.) e chi sono gli attori coinvolti (GOT, CTU, …)
  • il linguaggio giuridico

Il conflitto: analisi, trasformazione e contenimento

  • tipi di conflitto
  • modificare l’approccio alla risoluzione del conflitto
  • parola chiave: contenimento e l’importanza dello stile comunicativo
  • trasformazione e maturazione del conflitto
  • individuare gli ingredienti del conflitto
  •  fasi del conflitto e il legame disperante
  • verificare gli stili conflittuali e di empasse

La coordinazione genitoriale: dalle radici in Nord America all’attualità

  • nascita del metodo ed evoluzioni storiche
  • dal modello ai metodi
  • le differenze con altri modelli e metodi di uso comune nel lavoro con le famiglie in fase di separazione
  • cos’è la coordinazione genitoriale e le condizioni necessarie
  • le specificità del metodo integrato
  • le possibili aree di utilizzo del metodo in Italia e il possibile ruolo dei servizi sociali

Il professionista che lavora con le coppie altamente conflittuali

  • attitudini necessarie
  • la direttività come stile di contenimento accogliente
  • ‘faccio ciò che dico’
  • comunicare con i bambini
  • utilizzare il pensiero laterale
  • coerenza tra comunicazione verbale, para-verbale e non verba

Le fasi del metodo integrato di lavoro con le coppie altamente conflittuali

  •  screening
  • individuare le parti coinvolte
  • storia e storie
  • dinamiche genitoriali e relazionali. Il presente
  • i bambini e la loro situazione attuale
  • presa in carico: il primo incontro  e gli incontri successivi
  • verifica dei fattori di rischio e di protezione
  • individuare i punti di forza dei genitori
  • modalità di gestione delle comunicazioni
  • la rete: coordinamento efficace e trasparente
  • colloqui di mantenimento e monitoraggio

METODOLOGIA

  • lezioni frontali per la spiegazione di teorie, metodi e strumenti
  • lavori in sottogruppi (coppie, triadi, piccoli gruppi) per la sperimentazione operativa
  • esercitazioni pratiche sulla base di situazioni seguite dai servizi sociali con attivazione di colloqui sia condotti dalla formatrice sia dai partecipanti

FORMATRICE
Dott.ssa Elena Giudice – Assistente sociale libera professionista con esperienza decennale nell’area minori e famiglia, soprattutto nel lavoro con gli adolescenti e le loro famiglie, nella progettazione dei servizi, nella mediazione dei cinflitti interculturali, nello sviluppo della sensibilità interculturale delle organizzazioni e delle persone. Mi sono formata sui modelli innovati di lavoro con le famiglie sia in Italia sia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e ho conosciuto il modello del Parent Coordinator tramite una delle maggiori studiose statunitensi, Debra Carter. Collaboro privatamente con avvocati che si occupano do separazioni e sono socia dell’Associazione Italiana di Diritto Collaborativo
Dottorato di Ricerca in Metodologia della Ricerca Sociale e Sociologia Applicata.
Collabora con l’Università degli Studi di Milano Bicocca in qualità di docente a contratto.

Avv. Francesco Pisano o altri avvocati specificamente esperti di diritto di famiglia identificati dall’organizzazione nelle varie parti d’Italia.

DESTINATARI e ACCREDITAMENTO FORMAZIONE CONTINUA
Assistenti sociali, educatori, psicologi e operatori impegnati in servizi che si occupano di minori e famiglie. Verranno richiesti i crediti FC per assistenti sociali. Si fa presente che la formatrice è accreditata dal CNOAS e risulta come agenzia autorizzata per la formazione continua.

Riconosciuti 18 crediti FC e 3 crediti deontologici.

QUOTA DI ISCRIZIONE
COSTO PER PRIVATI/PROFESSIONISTI/ASSOCIAZIONI/COOPERATIVE: 250 € + IVA 22% se dovuta (305 €)

QUOTA PER ENTI PUBBLICI 350 €: l’iva non è dovuta da Enti pubblici che pagano per i propri dipendenti.

L’evento formativo si terrà con il raggiungimento di un minino di 10 partecipanti per una massimo di 20 a Milano e con un minimo di 15 ed un massimo di 25 nelle altre zone di Italia.

Nella quota di partecipazione sono inclusi i coffee break e il pranzo a Milano.

SEDE

MILANO: Via Lanzone, 36 Milano (Sant’Ambrogio)

Il corso può essere organizzato in qualsiasi parte di Italia. Contattatemi per un preventivo: info@elenagiudice.it

PER BOARIO iscrizioni e organizzazione a cura di:

ASSOCIAZIONE MEDIARE PER LA FAMIGLIA
25047 Darfo Boario Terme (BS)
Fraz. Bessimo
Via Ex Internati n.3
Telefono: 348.4265457
E-mail: info@mediareperlafamiglia.it

_________________________________________________________________________

RIMBORSI: è previsto rimborso del 100% entro 60 giorni dall’inzio del corso; del 50% entro tre settimane dall’inizio del corso.

 

Iscriviti a questo link

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31 thoughts on “Coordinazione Genitoriale

    • Buongiorno Patrizia, non saprei perchè ho appena ricevuto un’iscrizione per cui credo non ci siano problemi. Ha modo di entrare da un altro apparecchio tipo smartphone? per verificare.

  1. Buongiorno,
    volevo domandarle se fosse possibile avere maggiori informazioni rispetto al corso online di coordinatore genitoriale. il prezzo e i crediti sono i medesimi del corso a Milano? il corso si deve tenere in diretta streaming o sarà possibile gestire l’orario ? ho visto che è gia possibile una preiscrizione ma volevo valutare prima se partecipare a questo o a quello di novembre .
    la ringrazio anticipatamente
    Cristiana

    • Trova tutte le info sul sito nella pagina dedicata al corso. L’edizione di novembre è al completo. Pubblicherò le nuove date netro il 20 settembre. Quello online inizierà il 6 novembre e si può preiscrivere appunto.

  2. Salve, sono un’assistente sociale specialista, vorrei sapere se è in previsione un nuovo corso a Roma, inerente il tema della coordinazione genitoriale.
    Grazie

  3. Buongiorno, sono un’assistente sociale con inoltre il diploma di consulente familiare sistemico relazionale e sarei interessata al corso on line. E’ possibile avere maggiori informazioni in merito?

      • una frontiera meravigliosa e che vorrei esplorare, vista la mia predisposizione ad acquisire competenze in maggiori ambiti. Dopo lìalta formazione acquisita in protezione giuridica e un master di I livello in pedagogia giuridica, ho ritenuto utilissimo abbracciare i contenuti di questo corso, in quanto a mio avviso molto spendibili. Attendo news! Grazie Elena! Generoso

  4. Pingback: Coordinazione Genitoriale: alcune specifiche | Elena Giudice

  5. Buongiorno,
    sono interessata alla coordinazione genitoriale. Posso avere informazioni sul corso che si terrà a Roma il prossimo w.e. sulla mia mail ?
    grazie

  6. Buongiorno, siamo interessate al corso di coordinatore genitoriale di Roma. Vorremmo sapere dove si terrà e come dobbiamo effettuare l’iscrizione. Noi, infatti, siamo due mediatrici con uno studio privato. La fattura va fatta allo studio ma il modulo di iscrizione prevede il nominativo personale e singolo. Grazie,
    Ottavia e Sara

    • Buongiorno Ottavia, fate entrambe l’iscrizione e nei commenti mi indicate che fattura va fatta allo studio con indicazioni di tutti i dati dello studio così vi invio conteggi corretti e proforma fattura. Grazi per avermi fatto capire che non ho aggiornato la pagina con il luogo del corso. Ora rimedio! comunque sarà in Viale Trionfale con parcheggio interno se venite in auto.

    • Buongiorno Ottavia e Sara, appena potete. Il corso l’ho confermato anche se al momento non ho certezza del numeto di partecipazioni effettive 🙂 Ho un numero massimo di partecipanti e una volta raggiunto non accetterò più iscrizioni. Elena

  7. Buonasera,
    Mi piacerebbe molto partecipare al corso, ma difficilmente riuscirò a raggiungere Roma o Milano. Per poterlo organizzare in altre regioni serve l’intercessione del CROAS?
    Grazie
    Saluti

    • Buongiorno serve creare un gruppo di persone interessate e riuscire ad avere una sala nella zona interassata . I crediti li richiedo io e tenga contto che il corso è già accreditato dal CNOAS. Se comunque i CROAS fossero interessati sarebbe certo facilitante 🙂

      • Buongiorno
        Se si trovassero persone (quante?) e sala nella Zona provincia Ancona il costo del corso quale sarebbe? Grazie e complimenti per le iniziative sempre interessanti

      • Buongiorno, posso mantenere lo stesso costo a persona di Milano se riuscite a trovare un gruppo di almeno 11 persone, poi io magari tramite pubblicità sul sito riusciamo ad avere altre iscrizioni (comunque il massimo per questo coros è 20/22 persone). Elena

  8. Buongiorno,
    sono un’assistente sociale iscritta all’albo B della Regione Sardegna ma attualmente non lavoro in quanto studentessa del corso di laurea magistrale in Politiche sociali. Desidero sapere se, a conclusione delle giornate formative, verrà rilasciato un attestato di partecipazione e se i crediti sono riconosciuti anche presso la mia Regione.
    nel ringraziarLa per la risposta,
    cordialmente saluto.
    Elena Deiana

    • Buongiorno, il corso è accreditato per gli assistenti sociali con 14 crediti formativi che valgono in tutta Italia. Rilascio un attestato di partecipazione a conclusione delle due giornate con la partecipazione all’80% de corso. Elena

      • La ringrazio per le informazioni. Un’ultima domanda. É prevista una riduzione della quota partecipativa per gli studenti universitari?
        Cordiali saluti

      • No, la quota pensata è in genere inferiore a quella di corsi simili al fine di favorire la partecipazione di tutti gli interessati. Non faccio tariffe differenziate.

  9. Salve, sono una studentessa iscritta al corso di laurea servizio sociale al terzo anno. Mi piacerebbe partecipare al suo corso in quanto sono già in possesso di una laurea anche in infermieristica. E’ possibile partecipare anche se non ho ancora il titolo di Assistente Sociale? Cordiali saluti

    • Buongiorno Martina, si si l’iscrizione è possibile anche per chi non ha ancora il titolo o l’abilitazione. Detto ciò soprattutto questo corso non so quanto possa esserle utile senza alcuna esperienza nei servizi o diretta con questo tipo di utenza. Il rischio è che se ne porti a casa poco e che non potendo poi mettere in atto da subito almeno alcuni strumenti che fornisce il corso che li perda facilmente. Forse nella sua situazione avrebbe più senso un corso come quello del Minimaster o del Family Group Conference che danno anche elementi utili di base che durante gli studi universitari non vi forniscono. Poi aovviamente a lei la scelta 🙂

  10. buongiorno,
    sono un pubblico funzionario di servizi sociale appartenente all’amministrazione penitenziaria.
    Sono interessata alle proposte formative ma in campo penale ? Le tematiche familiari vengono da me gestite ma l’attenzione maggiore è centrata nei confronti dell’utente che deve “riabilitarsi”.
    In attesa di riscontri.
    Cordiali saluti
    Renata VIcari

    • Buongiorno, le tematiche che propongo nei corsi organizzati in maniera ‘indipendente’ rispecchiano i bisogni formativi dei miei ‘clienti’ potenziali. Detto ciò sono disponibile a progettare contenuti formativi sempre inerenti le tematiche da me conosciute come quella che cita lei quidni ad esempio come lavorare con l’utente adulto in messa alla prova in rete con i servizi che si occupano anche della protezione die minori o con un occhio elle dinemiche famigliari, come intergrare le progettazioni in modo che i progetti siano supportivi della persona, etc…Avevo in programma con una collega la propsta di corsi tramite bandi INPS proprio su queste tematiche ma purtroppo non sono ancora usciti i bandi 😦 Nel caso lei volesse potremo certamente sentirci e organizzare un corso aderente le esigenze di chi lavora nell’ambito della giustizia. Elena

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