Coordinazione Genitoriale – ONLINE

Lavorare con le coppie altamente conflittuali attraverso il metodo del Parent Coordinator – CORSO ONLINE

Apertura corso 27 novembre 2017

 Da diversi anni ormai il tipo di utenza dei servizi sociali che si occupano per mandato istituzionale di famiglie e minorenni ha visto un radicale cambiamento. Dalle famiglie multiproblematiche ‘tipiche’ nei servizi sociali con storie generazionali di maltrattamento, incuria, trascuratezza, violenza, abuso di sostanze si è passati ad occuparsi con sempre più frequenza di coppie conflittuali e, spesso, altamente conflittuali in fase di separazione e/o divorzio con figli minorenni ed appartenenti a ceti sociali e culturali variegati, con problematiche personali tipiche e non.
Ad esempio dai dati Istat si rileva che nel 2010, rispetto al 1995, le separazioni sono aumentate di oltre il 65% mentre i divorzi sono praticamente raddoppiati. In aggiunta, si rileva una netta prevalenza dei procedimenti giudiziali. Dall’incrocio dei dati degli ultimi anni si evince inoltre che le unioni di ultima generazione tendono a durare sempre meno e, in presenza di figli, questo dato può comportare – ancor più che per le unioni di lunga data che si infrangono – tematiche conflittuali rilevanti quali la delusione delle aspettative reciproche, desiderio di ferire l’altro per aver disatteso il proprio sogno, la rappresentazione sociale di sé sia nella propria famiglia di origine sia nella comunità, il tradimento del patto – spesso non esplicito – di coppia, la ricerca di una nuova famiglia; il riscatto.
Inoltre il concetto stesso di famiglia si sta evolvendo ed infatti non siamo più in una situazione in cui la famiglia ‘tradizionale’ risulta la norma. Sempre più, infatti, i servizi sociali oltre a confrontarsi con coppie separate si interfacciano con: famiglie ricomposte con o senza nuovo legame matrimoniale; monoparentali; famiglie di fatto; e, seppur non statisticamente rilevanti ad oggi in Italia, cresceranno le famiglie omosessuali con figli perché nati da una precedente unione eterosessuale o per inseminazione in vitro o grazie a madri surrogate avvenuta all’estero.
Di fronte a tutti questi cambiamenti i servizi sociali per le famiglie e i minorenni hanno faticato a confrontarsi con le nuove istanze delle famiglie così come fatica la legislazione a tenere il passo dei cambiamenti culturali. Perlopiù i servizi sociali hanno cercato di adattare i modelli e i metodi conosciuti al lavoro con le coppie conflittuali; senza molto successo e con una crescente frustrazione. Le tematiche affrontate nelle situazione di separazioni altamente conflittuali richiedono infatti attitudini, competenze, metodi e strumenti diversi da quelli tipici del lavoro sociale fino ad ora; l’’invasione’ emotivo-relazionale delle coppie conflittuali e ancor più di quelle altamente conflittuali presuppone stili relazioni ad hoc da parte del professionista.
Alta conflittualità è infatti un concetto diverso da quello di conflittualità che rimanda ad un aspetto intrinseco ai processi di socializzazione. La relazione è sempre un incontro di differenze che talvolta si integrano, ma non si risolvono mai in modo stabile nell’uguaglianza di intenzioni, sentimenti, pensieri, convinzioni. I rapporti implicano quindi una continua ‘negoziazione’ ancor più richiesta nei processi di dissoluzione del patto affettivo degli adulti rispetto al quale si connettono sue processi opposti, ovvero separarsi e mantenere la continuità della genitorialità nell’interesse dei figli. La legge 54/2006 ha affrontato questo tema mettendo al centro le esigenze dei bambini sancendo il concetto di  bigenitorialità e, allo stesso modo, la legge 219/2012 sancisce l’equiparazione tra figli legittimi e figli naturali identificando la sola dicitura di figli. Entrambe queste leggi hanno innovato l’assetto normativo italiano e, altrettanto, hanno comportato cambiamenti per i servizi sociali che sempre più si sono confrontati con il tema dell’affido congiunto, con Ordinanze del Tribunale Ordinario e logiche di questa Autorità Giudiziaria differenti da quella ormai conosciuta del Tribunale per i Minorenni. L’avvento della mediazione famigliare ha fatto sperare di aver trovato un modo per lavorare con queste coppie, ma si è presto compreso il suo limite. Come si possono allora affrontare professionalmente, all’interno dei servizi sociali, le situazione di alta conflittualità ed evitare che si cristallizzino fino a diventare ‘missioni impossibili’?
Diverse indicazioni arrivano dal metodo del parent coordinator, figura attiva negli Stati Uniti come ausiliario dell’Autorità Giudiziaria.
Questo metodo offre spunti interessanti sia dal punto di vista teorico che operativo attraverso strumenti chiari e concreti che possono essere attuati dai servizi sociali in vario modo dipendentemente dal tipo di conflitto con il quale ci si confronta e dal mandato del Tribunale. Questo metodo mette al centro i bambini che tornano ad essere un focus reale e non solo agito. Nella pratica quotidiana con le coppie altamente conflittuali infatti può capitare che i professionisti dei servizi colludano con dinamiche relazioni disfunzionali e legittimino senza volerlo il conflitto. È allora necessario che il professionista si ponga con fermezza al di fuori del conflitto, un soggetto adulto che svolge una funzione di coordinamento delle azioni concrete per pianificare la vita quotidiana del nuovo assetto famigliare. I figli devono tornare ad essere il centro degli sforzi dei due genitori, delle loro responsabilità che non possono ignorare la necessità di condividere decisioni e rispondere a bisogni vitali. Il metodo e gli strumenti del parent coordinator possono essere un buono spunto per elaborare un modo di lavorare con le coppie conflittuali nei servizi sociali perché presuppone un contesto coatto e con una definizione del potere chiaro e trasparente.

Solo l’Autorità Giudiziaria può quindi essere promotrice di una lavoro con queste coppie che presuppone la necessità della definizione di una specifica cornice di lavoro con regole chiare e condivise, un luogo generativo e direttivo che aiuti i genitori ad attivare le risorse necessarie per il superamento o i contenimento della loro conflittualità. Perché questo percorso di trasformazione sia personalizzato e non un ‘pacchetto preconfezionato’ è allora necessario partire dall’identificazione del tipo di conflitto, presenza di fattori protettivi dal conflitto,  cause del conflitto, ruolo di ogni soggetto nel conflitto – fase di screening – per poter definire il tipo di genitorialità sulla quale puntare e lo stile di facilitazione nelle diversi fasi di lavoro con la coppia.  Solo queste fasi consecutive possono portare alla definizione di interventi appropriati a quella famiglia in quella specifica fase della propria vita relazionale. Alcuni studi sfatano infatti alcuni luoghi comuni quali la necessità dell’atteggiamento accogliente, la nocività del conflitto tout court. L’analisi di ricerche internazionali permette infatti di dare senso ad un tipo di intervento  piuttosto che ad un altro, alla selezione di uno stile specifico di conduzione dei colloqui, alla prevalenze dell’aspetto del controllo inteso come un soggetto superpartes che assume le decisioni piuttosto che propendere sempre per un approccio partecipato. Si esce sempre più dalla dicotomia controllo-aiuto laddove il professionista assume un ruolo differente dipendentemente dallo scopo del lavoro in ogni specifica fase. L’accento sull’educazione dei genitori diventa evidente, centro del lavoro da parte del professionista: educazione all’ascolto; educazione alla rilevazione dei fatti, educazione al percepire l’altro, nello specifico i bambini; educazione a rispettare gli impegni.

PROGRAMMA

I° modulo Normativa vigente, linguaggio giuridico e procedure

  • normativa in vigore in materia di separazioni e affidamento dei figli
  • pronunciamenti e orintamenti della Corte Europea
  • procedure giudiziarie: dal deposito dell’istanza alle sentenze dei vari gradi di giudizio
  • ad ognuno le proprie competenze (T.O., T.M., G.T.) e chi sono gli attori coinvolti (GOT, CTU, …)
  • il linguaggio giuridico

Webinar Q&A: 14 dicembre 2017 dalle 19 alle 20

II° modulo Il conflitto: analisi, trasformazione e contenimento

  • tipi di conflitto
  • modificare l’approccio alla risoluzione del conflitto
  • parola chiave: contenimento e l’importanza dello stile comunicativo
  • trasformazione e maturazione del conflitto
  • individuare gli ingredienti del conflitto
  •  fasi del conflitto e il legame disperante
  • verificare gli stili conflittuali e di empasse

Webinar Q&A: 17 gennaio 2018 dalle 19 alle 20

III° modulo

La coordinazione genitoriale: dalle radici in Nord America all’attualità

  • nascita del metodo ed evoluzioni storiche
  • dal modello ai metodi
  • le differenze con altri modelli e metodi di uso comune nel lavoro con le famiglie in fase di separazione
  • cos’è la coordinazione genitoriale e le condizioni necessarie
  • le specificità del metodo integrato
  • le possibili aree di utilizzo del metodo in Italia e il possibile ruolo dei servizi sociali

Il professionista che lavora con le coppie altamente conflittuali

  • attitudini necessarie
  • la direttività come stile di contenimento accogliente
  • ‘faccio ciò che dico’
  • comunicare con i bambini
  • utilizzare il pensiero laterale
  • coerenza tra comunicazione verbale, para-verbale e non verbale

Webinar Q&A: 5 febbraio 2018 dalle 19,30 alle 20,30

IV° modulo

Le fasi del metodo integrato di lavoro con le coppie altamente conflittuali

  •  screening
  • individuare le parti coinvolte
  • storia e storie
  • dinamiche genitoriali e relazionali. Il presente
  • i bambini e la loro situazione attuale
  • presa in carico: il primo incontro  e gli incontri successivi
  • verifica dei fattori di rischio e di protezione
  • individuare i punti di forza dei genitori
  • modalità di gestione delle comunicazioni
  • la rete: coordinamento efficace e trasparente
  • colloqui di mantenimento e monitoraggio

Webinar Q&A: 7 marzo 2017 dalle 19 alle 20

Apertura test di apprendimento 8 marzo 2017 e consegna attestati dopo la compilazione del questionario di valutazione.

METODOLOGIA
I moduli formativi sono suddivisi per tematiche. Sarà stimolata la partecipazione attiva in tutte le fasi del corso sia tramite i webinar sia tramite gli esercizi sbarramento e quelli proposti per ogni modulo. Inoltre, le tutor del corso e la formatrice saranno a disposizione dei partecipanti per rispondere a quesiti e dubbi e nel webinar QUESTION&ANSWER nella versione registrata potete avere risposte a quesiti inerenti i temi trattati in ogni modulo. Durante il corso saranno presentati strumenti e modalità operative da sperimentare nella quotidianità.

Ogni modulo è strutturato in video lezioni, slide, eventuale materiale di approfondimento, webinar Q&A da seguire in diretta nella giornata indicata o successivamente in registrata, esercitazioni anche in gruppo, forum e chat di discussione.

DESTINATARI
Il corso si rivolge a professionisti dell’aiuto – assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, educatori professionali, mediatori famigliari, …

Si fa presente che la formatrice è accreditata dal CNOAS e risulta come agenzia autorizzata per la formazione continua.

Riconosciuti 21 crediti formativi per assistenti sociali.

DOCENTI
Elena Giudice, assistente sociale e formatrice. Assistente sociale libera professionista con esperienza di ormai 17 anni nell’area del lavoro con le famiglie e i minorenni, soprattutto nel lavoro con gli adolescenti e le loro famiglie, nella progettazione dei servizi, nella mediazione dei conflitti interculturali, nello sviluppo della sensibilità interculturale delle organizzazioni e delle persone. Mi sono formata sui modelli innovati di lavoro con le famiglie sia in Italia sia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e ho conosciuto il modello del Parent Coordinator tramite una delle maggiori studiose statunitensi, Debra Carter. Collaboro privatamente con avvocati che si occupano do separazioni e sono socia dell’Associazione Italiana di Diritto Collaborativo
Dottorato di Ricerca in Metodologia della Ricerca Sociale e Sociologia Applicata.
Ho collaborato per 5 anni con l’Università degli Studi di Milano Bicocca in qualità di docente a contratto e ora insegno come docente a contratto presso l’Università di Enna Korè

Francesco Pisano,  avvocato esperto di diritto di famiglia. È avvocato in Cagliari, esperto in diritto di famiglia. Prima di diventare avvocato ha lavorato come educatore e conosce in maniera approfondita i servizi sociali, il loro funzionamento così come il sistema giudiziario minorile e ordinario. Attento ai diritti degli utenti svolge attività di formazione nell’ambito del diritto delle relazioni affettive e di quello minorile. E’ autore di contributi pubblicati su riviste e testi giuridici.

Gabriella Lanza, collaboratore volontario esperto in tutorship online,  Assistente Sociale Specialista, esperta in scrittura, comunicazione e processi formativi, politiche di genere, collaboro nella redazione, organizzazione e conduzione di percorsi di formazione e informazione

Sara Visentin,  Esperta in webinar, 42 anni, laureata in servizio sociale, sono impiegata amministrativa presso il Servizio Formazione e Aggiornamento di un’Azienda Sanitaria, esperta e appassionata di e-learning, formatrice e blogger.

QUOTA DI ISCRIZIONE
COSTO PER PRIVATI/PROFESSIONISTI/ASSOCIAZIONI/COOPERATIVE: 250 € + IVA 22% se dovuta (305 €)

QUOTA PER ENTI PUBBLICI 350 €: l’iva non è dovuta da Enti pubblici che pagano per i propri dipendenti.

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Per i corsi online non sono previsti rimborsi perchè si possono seguire comodamente da casa o dall’ufficio con i tempi decisi dalla persona.

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