Gruppi

Credo nelle competenze personali così come nella forza generativa del confronto tra persone che condividono una medesima esperienza. Spesso chi sente di avere un problema, di essere in crisi pensa anche di essere sola, l’unica al mondo a dover affrontare quella situazione. Il confronto in gruppo, facilitato da un professionista, in un ambiente rispettoso e non giudicante, in cui ognuno può portare se stesso senza il timore di essere valutato, scrutato e ‘bollato’ con un etichetta è l’opportunità per non sentirsi più soli, ascoltare le idee altrui, supportare gli altri, riflettere sulle proprie risorse.

Cosa sono i gruppi socio-eduvcativi?: laboratori tra ‘pari’

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I gruppi socio-educativi sono formati da persone – da 6 a 14 persone – che condividono lo stesso problema o perseguono identici obiettivi e insieme si sostengono reciprocamente.
Nel gruppo si trova:

  • uno spazio per conoscersi, confrontarsi, individuare modalità costruttive per fronteggiare momenti di disagio;
  • le persone si impegnano per il loro cambiamento e per quello sociale, in un clima di fiducia e rispetto reciproco, promuovendo le proprie risorse sia quelle presenti sia quelle potenziali;
  • ogni gruppo definisce delle regole e decide le modalità per i nuovi ingressi nel gruppo;
  • gli scopi e i temi da trattare sono concordati da  parte dei partecipanti del gruppo;
  • gli incontri periodici si svolgono in cerchio per favorire la comunicazione e per sottolineare la parità dei partecipanti.

Per chi?

Genitori

Coppie

Donne o uomini separati

Adolescenti

Famiglie (genitori e figli)

I gruppi socio-educativi si rivolgono quindi a coppie, mamme, papà, ragazzi con finalità specifiche definite dal gruppo stesso. Il gruppo è caratterizzato da obiettivi concreti negoziati con gli organizzatori e con i partecipanti. il gruppo è una risorsa, che può aggiungersi a percorsi individuali, a sostegno del nucleo familiare. E’ lo “spazio” in cui il genitore/i può liberarsi dalla paura della valutazione e del giudizio, scoprendosi portatore di competenze esperienziali utili ad altri, in cui i ragazzi possono nominare come si sentono attraverso le modalità più adatte a loro (canzoni, simboli e altri strumenti creativi).

Il facilitatore del gruppo

I gruppi sono in genere facilitati da un professionista che garantisce a tutti i partecipanti la possibilità di esprimersi, di ascoltarsi, ma soprattutto il mantenimento del clima di rispetto non giudicante alla base della filosofia del lavoro in gruppo.

Testimonianze

‘Mi sono presentata al primo incontro con le ansie e le insicurezze di chi non sa bene cosa deve affrontare. Mi sentivo intimorita e disorientata, pensavo che min sarei limitata ad ascoltare gli altri. L’inizio è stato faticoso, l’imbarazzo tanto, c’erano persone sconosciute intorno, che avevano sì qualcosa in comune, ma qualcosa che avremmo preferito non avere….Quello che più mi ha colpita è stata la testimonianza di una mamma. Le sue lacrime erano le nostre, il suo dolore, la sua angoscia ci univano. Con la sua semplicità disarmante è riuscita ad abbattere le nostre difese, a comunicarci forza e speranza. Ciò che mi frenava di più era la paura di essere giudicata ma poi ho visto che eravamo tutti nella stessa situazione. partecipare agli incontri mi ha permesso di condividere  con altri, a cercare di migliorarmi.’
Michela, mamma, partecipante e facilitatrice di gruppi

 ‘Ho facilitato numerosi gruppi di genitori e anche di adolescenti nell’ambito penale minorile e posso dire di aver imparato moltissimo da ogni incontro, di essermi emozionata. Lì non ero l’assistente sociale, ma Elena una persona con competenze e fatiche. Credo sia meglio che un facilitatore non sia l’operatore che lavora con i genitori all’interno di un servizio proprio per permettere loro di aprirsi, di sentirsi in un contesto libero da giudizi. Anche quando i genitori o le persone hanno fiducia negli operatori dei servizi sociali con i quali lavorano, di fronte a loro si sentono sempre valutati. Il gruppo non è nemico dei servizi’.
Elena Giudice, ‘moi méme’

 ‘ Alla fine voglio proprio essere sincero dicendo che forse il gruppo non mi è solo servito ad aiutare mio figlio, ma anche me stesso’
Un padre, partecipante ad un gruppo AMA

 ‘Confrontarsi con esperienze vissute anche dagli altri genitori con i propri figli e i suggerimenti degli operatori  mi hanno consentito di verificare il mio metodo di interagire con mio figlio r mi ha dato modo di provarne di nuovi’
Una mamma, partecipante ad un gruppo socio-educativo

 

 

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