‘MINIMASTER’ Lavorare con le Famiglie con Minorenni – ONLINE

Lavorare con le famiglie con minorenni anche sottoposti a procedimenti dell’Autorità Giudiziaria
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ISCRIZIONI SEMPRE APERTE

Il ‘MiniMaster’* proposto sul tema del LAVORO CON LE FAMIGLIE CON MINORENNI SOTTOPOSTE A PROCEDIMENTI DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA nasce dalla considerazione che la maggior parte dei corsi per assistenti sociali su questo tema  sono tenuti da psicologi  o altri professionisti, raramente sono presenti anche assistenti sociali tuttora attivi a livello operativo all’interno dei servizi sociali. In un quadro fortemente ‘psicologizzato’ del lavoro con i minorenni e le famiglie è sembrato quindi mancante un corso specifico per assistenti sociali, che fosse in grado di focalizzare teorie, metodi, strumenti oltre a ruoli e funzioni di questa figura professionale, rendendo inoltre consapevoli gli assistenti sociali del ruolo e delle funzioni degli altri professionisti. Inoltre il corso prenderà in considerazione strumenti operativi di organizzazione e tenuta della rete dei servizi istituzionali e dell’attivazione di quelle comunitarie. Infatti, nel lavoro con le famiglie e i minorenni è spesso faticoso mantenere l’attenzione di tutti i soggetti in gioco sugli obiettivi e, ancor prima, definire con chiarezza e trasparenza le finalità e gli obiettivi specifici. Il corso quindi toccherà tutti gli ambiti disciplinari di interesse di questa area peculiare del lavoro sociale per delineare modalità di lavoro multidisciplinare che permettano di attuare in concreto i principi basilari del lavoro sociale. Il percorso formativo sarà quindi attento a connettere le teorie di interesse degli assistenti sociali che lavorano in questa area e metodi, strumenti e tecniche operative, specificando l’appropriatezza nelle diverse situazioni. Si ritiene, infatti, che nell’operatività quotidiana sia necessario valutare quali metodi e strumenti attivare partendo dal ‘perchè’ non dal ‘come’. Saranno quindi utilizzate situazioni concrete portate sia dal formatore sia dai partecipanti che saranno stimolati in molto lavori in coppie e sottogruppi.
Il lavoro con le famiglie e i minorenni sottoposti a procedimenti dell’Autorità Giudiziaria ha sempre colpito l’interesse dei giovani operatori sociali e, sempre più, nei Servizi per le Famiglie e i Minorenni (si tratterà durante il corso il motivo per cui il concetto di Tutela Minori non appare adeguato) si trovano impegnate assistenti sociali con poca esperienza lavorativa e/o stanche di interfacciarsi con le complessità di questa area. Sempre più, inoltre, i cambiamenti sociali, legislativi e dei bisogni degli utenti mettono gli operatori in crisi e nella necessità di trovare nuove ed appropriate forma di fronteggiare il lavoro con le famiglie e i minorenni, siano essi bambini e adolescenti. Negli ultimi anni, infatti, sono apparsi nel panorama italiano metodi, strumenti e tecniche mutuati dai Paesi Anglosassoni che puntano sulla partecipazione attiva della famiglia in senso ampio e su di una suddivisione del potere tra istituzioni, famiglia e reti comunitarie. Questi modelli, affascinanti e potenzialmente efficaci, rischiano di diventare mere procedure se non connessi ad un significato più ampio legato ai concetti epistemologici da cui nascono e al significato deontologico profondo che portano con sé.
Essere social worker non significa di per sé essere professionisti competenti. Ci si dovrebbe chiedere quale tipo di professionista si desidera essere e se i servizi nei quali si lavora sono in relazione con il territorio, se guardano alle capacità delle persone o se, invece, sono autoreferenziali e hanno, anche se non esplicitamente, nel loro mandato più il tema del controllo delle fasce marginalizzate della popolazione che la care dei cittadini. La cultura di welfare dell’istituzione nella quale si lavora e personale è uno dei primi elementi da prendere in considerazione quando si inizia a lavorare, soprattutto in un’area nella quale le proposte dei servizi incidono sulla vita delle persone, adulti e bambini. I concetti di ’interesse del minore’, di ‘aiuto’, di ‘genitore competente’, di ‘ordine’, di ‘collaborazione’ non sono universali, dipendono invece dalla nostra visione del mondo e più ne siamo consapevoli più, come operatori sociali, riusciamo a porci in una posizione di reale tutela dei diritti di tutti i soggetti attori delle situazioni e creare le premesse per una relazione di reciprocità basata sulla trasparenza e il rispetto dell’altro. Questi concetti sono altrettanto cardinali nell’analisi della situazione delle famiglie, nell’assessment delle competenze genitoriali e altrettanto aperti ad interpretazioni: chi stabilisce le lenti adeguate per definire tale interesse? Il minorenne deve poter esprimere un’opinione sul suo benessere? Chi stabilisce cosa significa competente?

Lo sviluppo di due dimensioni trasversali, ovvero quella della sensibilità interculturale e quella dell’anti-oppressive practice, permette di realizzare il principio di giustizia ed autodeterminazione enfatizzato dalla definizione internazionale di lavoro sociale. La definizione internazionale di social work tende infatti a valorizzare le culture di appartenenza, il diritto all’autodeterminazione, l’empowerment della persona, la giustizia sociale, ossia tutti principi che trovano ampio riscontro nella Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo del 1959. Per quanto astratti possano sembrare, essi hanno un’ampia possibilità di applicazione nella pratica professionale. Teorie e pratiche operative infatti si nutrono a vicenda e non possono fare a meno le une delle altre: come insegnano Rollnick e Miller (colloquio motivazionale) le parole senza la musica risultano vuote e così i metodi e gli strumenti senza la teoria perdono il loro senso. Altrettanto, l’assistente sociale dovrebbe svolgere la fondamentale funzione di rendere visibili ed esigibili i diritti degli utenti e la loro possibilità di far sentire la propria voce. Il tema del potere dovrebbe quindi essere all’ordine del giorno della professione. I professionisti, infatti, che esercitano un ampio potere nei confronti degli utenti, spesso non possono o non sono in grado di sostenere le persone che vorrebbero far sentire la propria voce. Ancora, in una logica paternalistica tuttora presente nei servizi sociali, i professionisti tendono a vedere minorenni e famiglie come soggetti sui quali esercitare esclusivamente protezione e tutela.

PROGRAMMA

Il corso si suddivide in 4 moduli ‘tematici’ ognuno dei quali costituiti da:

  • video di 20/30 minuti di apertura del modulo con slide e spiegazioni della formatrice
  • dispensa da studiare
  • articoli/documentazione di approfondimento
  • 2 esercitazioni suggerite per ogni modulo
  • videoregistrazione del webinar precedente la conclusione di ogni modulo con modalità QUESTION&ANSWER (1 ora ognuno)
  • esercitazione sbarramento da consegnare per l’accesso al modulo successivo. È necessario raggiungere il livello di conoscenza richiesto per il modulo specificato nell’esercizio. Chi non lo passerà avrà tempo aggiuntivo per ristudiare il modulo e rifare l’esercizio sbarramento

Inizio I° modulo

RUOLI E FUNZIONI DELL’ASSISTENTE SOCIALE SOCIO-CLINICO: I MANDATI, LA NORMATIVA E LA DEONTOLOGIA IN PRATICA

  • L’assistente sociale nei servizi per Le Famiglie e i Minorenni: dalla definizione internazionale di social work alla declinazione operativa del ruolo e delle funzioni dell’assistente sociale
  • Connessioni con la deontologia professionale: cosa significano nelle pratica i principi basilari? Autodeterminazione, empowerment, trasparenza, comunicazione chiara, rispetto delle differenze.
  • L’importanza del linguaggio.
  • La normativa nazionale ed internazionale attuale e i cambiamenti legislativi: competenze, organizzazione e prassi del Tribunale per i Minorenni, del Tribunale Ordinario e del Giudice Tutelare; CTU e  CTP; curatore e tutore; l’istituto giuridico dell’affidamento ai servizi sociali; le tipologie di affidamento; la disciplina della Corte Europea e le recenti sentenze di cassazione
  • Definizione di lavoro socio-clinico

CONSEGNA ESERCIZIO SBARRAMENTO

Inizio II° modulo

L’ANALISI DELLA SITUAZIONE: UN OCCHIO AL PASSATO, DUE PIEDI NEL PRESENTE E UNA MANO VERSO IL FUTURO

  • Le indagini sociali: da dove partire? La deontologia professionale e i principi del lavoro sociale come base per la pratica. Differenze tra spontaneo e coatto: vincoli e risorse
  • L’assessment del rischio e l’analisi della situazione famigliare e sociale: teorie, metodi e strumenti. Le differenze nel lavorare con diverse situazioni. Riflettere sul metodo appropriato partendo dal ‘perchè’
  • Il primo colloquio: trasparenza e chiarezza al servizio della relazione di fiducia. Esistono utenti non collaboranti? E assistenti sociali non collaboranti?
  • Leggere con attenzione il mandato dell’Autorità Giudiziaria e l’attenzione sul tema del potere
  • La valutazione delle competenze genitoriali e la connessione con gli altri professionisti: la valutazione psico-sociale
  • Introduzione al lavoro di rete ad obiettivi. Impariamo dai manager
  • La scrittura della relazione per l’Autorità Giudiziaria e la fase di restituzione: la deontologia professionale come lente da cui partire

CONSEGNA ESERCIZIO SBARRAMENTO

Inizio III° modulo

  • Il lavoro di rete e l’attivazione delle risorse: quando, come e, soprattutto, perchè. Verso la progettazione
  • La progettazione partecipata
  • La differenza tra finalità e obiettivi. La creazione di obiettivi SMARTER
  • Strumenti per la progettazione e per il monitoraggio
  • Progettare per l’indipendenza della persona: attitudini e potenzialità
  • Il monitoraggio in itinere e la chiusura degli interventi
  • Il tempo come contenitore di senso

CONSEGNA ESERCIZIO SBARRAMENTO

Inizio IV° modulo

  • Le specificità del lavoro con l’adolescente sottoposto a procedimenti penali minorili. Il procedimento penale minorile: norme e prassi. Cosa cambia rispetto all’ambito civile e amministrativo?
  • Il caso dei genitori conflittuali e altamente conflittuali
  • Parlare con bambini e adolescenti è un dovere deontologico per l’assistente sociale

CONSEGNA ESERCIZIO SBARRAMENTO

CONSEGNA ATTESTATI

METODOLOGIA
Il corso sarà fortemente operativo con l’attenzione a partire da attivazioni esperienziali per riflettere sull’importanza della teoria. I moduli formativi sono suddivisi per tematiche. Sarà stimolata la partecipazione attiva in tutte le fasi del corso sia tramite i webinar sia tramite gli esercizi sbarramento e quelli proposti per ogni modulo. Inoltre, le tutor del corso e la formatrice saranno a disposizione dei partecipanti per rispondere a quesiti e dubbi e nel webinar QUESTION&ANSWER nella versione registrata potete avere risposte a quesiti inerenti i temi trattati in ogni modulo. Durante il corso saranno presentati e sarà richiesto di sperimentare strumenti operativi da utilizzzare nelle varie fasi del lavoro con le famiglie e i minorenni.

DESTINATARI
Il corso si rivolge ad assistenti sociali abilitati alla professione occupati o disoccupati ed anche a studenti di servizio sociale.

DOCENTI
Elena Giudice, assistente sociale e formatrice
Assistente sociale libera professionista con esperienza di ormai 15 anni nell’area del lavoro con le famiglie e i minorenni, soprattutto nel lavoro con gli adolescenti e le loro famiglie, nella progettazione dei servizi, nella mediazione dei conflitti interculturali, nello sviluppo della sensibilità interculturale delle organizzazioni e delle persone. Mi sono formata sui modelli innovati di lavoro con le famiglie sia in Italia sia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e ho conosciuto il modello del Parent Coordinator tramite una delle maggiori studiose statunitensi, Debra Carter. Collaboro privatamente con avvocati che si occupano do separazioni e sono socia dell’Associazione Italiana di Diritto Collaborativo
Dottorato di Ricerca in Metodologia della Ricerca Sociale e Sociologia Applicata.
Ho collaborato per 5 anni con l’Università degli Studi di Milano Bicocca in qualità di docente a contratto e ora insegno come docente a contratto presso l’Università di Enna Korè

Francesco Pisano – avvocato

È avvocato in Cagliari, esperto in diritto di famiglia. Prima di diventare avvocato ha lavorato come educatore e conosce in maniera approfondita i servizi sociali, il loro funzionamento così come il sistema giudiziario minorile e ordinario. Attento ai diritti degli utenti svolge attività di formazione nell’ambito del diritto delle relazioni affettive e di quello minorile. E’ autore di contributi pubblicati su riviste e testi giuridici.

Gabriella Lanza – collaboratore volontario esperto in tutorship online
Assistente Sociale Specialista, esperta in scrittura, comunicazione e processi formativi, politiche di genere, collaboro nella redazione, organizzazione e conduzione di percorsi di formazione e informazione

Sara Visentin – Esperta in webinar
Sara Visentin, 42 anni, laureata in servizio sociale, sono impiegata amministrativa presso il Servizio Formazione e Aggiornamento di un’Azienda Sanitaria, esperta e appassionata di e-learning, formatrice e blogger.

Attestati e accreditamenti
A conclusione del corso rilasceremo un attestato di partecipazione con ID identificativo.
La formatrice è accreditata come agenzia formativa dal CNOAS. Il corso è stato accreditato dal CNOAS con 32 crediti FC e 10 deontologici validi per il triennio formativo 2017-2019
Costo e modalità di pagamento
•    300 € + iva 22%  ( 366 € iva compresa)

  • per Enti Pubblici 400 euro  (iva esclusa se iscrizione per dipendenti)

Ad iscrizione avvenuta riceverete una mail con gli estremi per il bonifico bancario.
Per informazione contattare info@elenagiudice.it o elena.giudice@gmail.com

* il corso non ha valenza di master universitario

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